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ACQUISTARE CASA IN ITALIA: LE IMPOSTE DA PAGARE

Tutte le informazioni necessarie riguardo le imposte da pagare per chi desidera acquistare casa in Italia

La compravendita della “prima casa” avviene, così come in generale per gli altri immobili, attraverso il rogito, ovvero l’atto di compravendita stipulato dal notaio alla presenza del venditore e del compratore. Oltre all’onorario notarile, quando si compra casa si devono pagare alcune imposte, il cui ammontare varia a seconda del tipo di immobile e del soggetto venditore.

LE TIPOLOGIE DI IMPOSTE

QUANDO SI ACQUISTA COME PRIMA CASA E IL VENDITORE È UN PRIVATO 

Se si acquista la casa da un privato (persona fisica), le imposte da pagare sono:

  • IVA esente
  • Imposta di registro al 2% del valore (con il minimo di 1.000 euro)
  • Imposta ipotecaria fissa a 50€
  • Imposta catastale fissa a 50€

Si tratterà quindi di pagare il 2% applicato, normalmente, sul l valore catastale, oltre a una somma fissa di 100 euro (50 + 50) per le imposte ipotecaria e catastale. Se si tratta di immobile di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) l’imposta di registro sale al 9%.

Quanto sopra vale anche quando il venditore è una società e, in generale (salvo esercizio di specifica opzione per l’imponibilità), anche se si tratta dell’impresa costruttrice o ristrutturatrice purché siano trascorsi 5 anni dalla chiusura dei lavori.

QUANDO SI ACQUISTA PRIMA CASA DA UN’IMPRESA COSTRUTTRICE O RISTRUTTURATRICE ENTRO 5 ANNI DALLA CHIUSURA DEI LAVORI

Se si acquista casa da un’impresa costruttrice o ristrutturatrice entro cinque anni dalla conclusione dei lavori le imposte da pagare sono:

  • Iva al 4%
  • Imposta di registro fissa a 200 €
  • Imposta ipotecaria fissa a 200 €
  • Imposta catastale fissa a 200 €

L’ammontare totale è composto dal 4% di IVA calcolata sul valore dell’immobile (inteso come prezzo concordato fra le parti), da sommare ai 600 euro (200 + 200 + 200) che coprono imposta di registro, imposta ipotecaria e catastale.

A queste imposte vanno aggiunte:

  • Imposta di bollo di 230 euro;
  • Tassa ipotecaria di 35 euro;
  • Tributo speciale catastale per voltura di 55€.

Queste sono le imposte da pagare quando si acquista un fabbricato, che possa essere considerato “prima casa”, dai diversi tipi di venditori.

La distinzione viene fatta quindi principalmente tra venditori privati e imprese edili o di ristrutturazione, diversificando l’entità delle imposte.

Quali sono invece le imposte da pagare nei casi di acquisto di immobile ad uso abitativo che non sia prima casa?

QUANDO SI ACQUISTA DA UN VENDITORE PRIVATO O IMPRESA NON COSTRUTTRICE O (SALVO ESERCIZIO DI SPECIFICA OPZIONE PER L’IMPONIBILITÀ) DA UN’IMPRESA DI COSTRUZIONI/RISTRUTTURAZIONI DOPO 5 ANNI DALLA CHIUSURA DEI LAVORI
  • IVA esente
  • Imposta di registro del 9% sul valore (con il minimo di 1.000 euro)
  • Imposta ipotecaria di 50€
  • Imposta catastale di 50€

Il totale sarà quindi composto dall’imposta di registro  del 9%, applicato, normalmente, sul valore catastale dell’immobile, sommata ai 100 euro (50+50) delle imposte ipotecaria e catastale.

QUANDO SI ACQUISTA DA UN’IMPRESA COSTRUTTRICE CHE VENDE ENTRO 5 ANNI DALLA FINE DEI LAVORI
  • IVA al 10%
  • Imposta di registro fissa di 200€
  • Imposta ipotecaria fissa di 200€
  • Imposta catastale fissa di 200€

Il totale da pagare corrisponde all’IVA al 10% sul valore dell’immobile (inteso come prezzo concordato fra le parti) da sommare ai 600 euro comprendenti le tasse di registro, ipotecaria e catastale.

Se si tratta di immobile  di lusso, l’IVA sale al 22%.

A queste imposte vanno aggiunte:

  • Imposta di bollo di 230 euro;
  • Tassa ipotecaria di 35 euro;
  • Tributo speciale catastale per voltura di  55€.

È importante ricordare che ciascuna di queste imposte sarà versata a cura del  notaio al momento della registrazione dell’atto.

QUALI SONO LE TRE IMPOSTE PRINCIPALI IN BREVE

1. IMPOSTA DI REGISTRO

Si tratta di un’imposta che è direttamente collegata alla registrazione di una scrittura pubblica o privata in un pubblico registro, con lo scopo di rendere fissi e immodificabili i dati e valori indicati nell’atto.

2. IMPOSTA CATASTALE

Essa è dovuta nel caso in cui si pattuiscano vendita, donazione, passaggio per successione di un immobile o costituzione di diritti su di esso. È connessa alla modifica dei dati dell’immobile nei pubblici registri. In questo caso la voltura avviene nei registri del catasto.

3. IMPOSTA IPOTECARIA

Quest'ultima, infine, è dovuta quando si devono eseguire le formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione presso i pubblici registri. Nel caso di vendita di immobili c’è il passaggio di proprietà, oppure l’iscrizione di un vincolo (ad esempio l’ipoteca) su di esso.

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